Author ‐ Barbara

13/01/2016

Infografica: quale futuro per il CFO?

Forse non per tutti è chiaro chi o cos’è il CFO.

Il CFO (Financial Officer) è il responsabile della gestione finanziaria di un’azienda. Si tratta di una figura molto importante che sta assumendo sempre più un ruolo strategico, come dimostra l’interessante ricerca che potete vedere qui in forma di infografica.

Linfografico_Infografica quale futuro per il CFO
Ormai da qualche anno collaboriamo con commercialisti e studi professionali nella realizzazione di infografiche a tema finanziario e di bilancio. Questa volta abbiamo avuto il piacere di realizzare l’infografica che illustra i risultati della ricerca svolta da Adacta Advisory, Club Finance e Fondazione CUOA.
Il nostro ruolo era creare una visualizzazione d’impatto che rinforzasse i dati emersi dall’indagine e che potesse essere utilizzata durante l’evento: Prospettive dell’Area Amministrazione, Finanza e Controllo e ruolo del CFO. La ricerca fa emergere la situazione in essere, ma dà anche elementi e spunti di riflessione sul futuro di questa particolare funzione aziendale. Per questo motivo abbiamo scelto la metafora nautica, utilizzando elementi come il timone, la mappa e la barca a vele spiegate.
La palette cromatica si rifà all’acqua, ma anche ai colori delle realtà promotrici del progetto. Abbiamo ideato un set di icone per rappresentare le specifiche categorie.

Direttamente dal sito della Fondazione CUOA potete scaricare anche la presentazione completa alla cui realizzazione grafica abbiamo contribuito. Per la presentazione abbiamo scelto la sobrietà e la chiarezza, restando sempre sui toni dell’azzurro e semplificando al massimo i grafici. Abbiamo selezionato alcune immagini di impatto che contribuiscono a dare il senso anche metaforico della ricerca.

Sembra che abbiamo fatto centro! Elena Fornasier, Marketing e Comunicazione di Adacta: “Ti riporto la soddisfazione per la presentazione e l’infografica. Entrambe molto apprezzate.”
Buona lettura!


20/10/2015

Linfografico alla Maker Faire 2015 per spiegare la sinterizzazione

il fregio mecano sinterizzato e l'infografica che spiega il processo

Roma, fine settimana 16-18 ottobre 2015. Siamo alla Sapienza, la più grande Università d’Europa. Qui, per cementare il legame forte che ci dovrebbe essere fra innovazione e università è stata collocata quest’anno l’edizione della Maker Faire, edizione europea della celebre fiera statunitense dei maker.

Ci siamo anche noi de linfografico nella sezione contaminazioni, con gli amici di Tipoteca e Lino’s type. Nel loro stand infatti, per spiegare con un linguaggio semplice e accessibile la tecnologia della sinterizzazione si è deciso di usare l’infografica che abbiamo realizzato per Sisma.

lo stand lino's type + tipoteca

Il progetto presentato alla Maker Faire 2015 ha fatto uso della tecnologia della sinterizzazione di MySint e l’infografica serve per visualizzare il processo e vederne alcune applicazioni industriali (l’ambito orafo e quello dentale). Lino’s type e Tipoteca hanno recuperato il carattere Fregio Mecano della Nebbiolo di Torino attuando quella che hanno chiamato (digital) resurrection, ovvero resurrezione digitale.

Si è trattato del recupero di una font non più sul mercato attraverso la sua modellazione 3d e la sua “ristampa” (sinterizzazione) in metallo per un nuovo utilizzo tipografico. Grazie all’infografica la tecnologia diventa quindi tangibile non solo grazie ai pezzi di metallo del Fregio Mecano, ma anche grazie alla possibilità di capire il processo e la tecnologia che sono stati utilizzati.

Altre due parole sulla mostra, che come ogni anno si sviluppa su padiglioni tematici, incontri pubblici con maker ed esperti di economia, dimostrazioni fra possibilità di toccare con mano sogni tecnologici e soluzioni futuristiche sostenibili.

la stampante 3d gigante di wasp mentre stampa durante una dimostrazione di stampa su argilla

A questo proposito mi piace citare il bel progetto di WASP: una stampante 3d modulare che stampa argilla (terra e materiale estratto sul posto) e che è stata pensata per realizzare abitazioni direttamente sul posto, in paesi poveri o in situazioni di emergenza abitativa.

Per chi la fiera se l’è persa, un’occhiata al divertente post su wired vi farà venire voglia di programmare già la visita per il prossimo anno :)


05/09/2015

Video infografica export: Episodio 4 – Le calzature

Dove va l’export italiano? Continua la nostra mini serie di video infografiche che aiutano a leggere i dati ICE: dove c’è interesse per prodotti che facciamo, ma le nostre esportazioni non hanno ancora quote rilevanti?

Se hai un’azienda o se ti occupi di export, sicuramente ti interesserà sapere quali sono i Paesi più promettenti in cui orientare i tuoi sforzi; proprio per te abbiamo creato una serie di pillole video, episodi di un racconto più ampio che potrai leggere sui vari report disponibili nei siti specializzati. Il terzo episodio della serie riguardava i vini. Eccoci ora al quarto episodio, stavolta parliamo di scarpe.

Il settore calzaturiero rappresenta una quota importante del nostro export, come spiega il Rapporto Export SACE 2014-2017 da cui è stato estratto il grafico qui sotto.

SACE dati export 2007-2012 per categorie principali

Lo stesso rapporto si interroga sul Made in Italy: Il Made in Italy resiste? La tenuta dei beni di consumo mostra come l’Italia possa contare su di un vantaggio competitivo nei fattori che esprimono la cultura e lo stile. Elementi come il know-how e le competenze, l’artigianalità come pure l’innovazione dei processi produttivi, la creatività, lo stile, il legame con il territorio hanno permesso ai beni di consumo Made in Italy di continuare ad affermarsi nel  mondo. […] Per la pelletteria e le calzature è stato determinante il contributo dei distretti, in particolare quelli toscani (per esempio, pelletteria e calzature di Firenze e Arezzo), che nel 2012 hanno toccato il record storico in termini di export.

Ma internazionalizzarsi non significa solo vendere all’estero, infatti secondo recenti studi sull’imprenditorialità internazionale, i mercati esteri sono occasione di apprendimento e sviluppo di vantaggio competitivo. In particolare questi studi si concentrano sulle forme nuove e innovative di impresa internazionale. Nel rapporto 2015 dell’ICE “L’Italia nell’economia internazionale” (scaricabile da questo link), Gianluca ToschiGiancarlo Corò e Stefano Micelli riflettono su: nuovo manifatturiero, tecnologie di rete e e-commerce a sostegno del made in Italy.

L’argomento è caldo ed è appena stato lanciato un nuovo Voucher per l’internazionalizzazione (10.000 euro a fondo perduto).

Il nostro lavoro non è offrire consulenze, ma aiutare a leggere le informazioni e i dati disponibili.

Per questo è interessante guardare ai dati e cercare di coglierne le suggestioni, sia su un piano istintivo, potremmo dire imprenditoriale nel senso del vecchio nordest, sia sul piano manageriale.

Per questo progetto abbiamo individuato una fonte ufficiale, i dati forniti dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Sul loro sito sono infatti disponibili i dati dell’export (2009-2013) divisi per codici ATECO. Come vedrai nel video, si tratta di una serie di informazioni  che vanno a ricomporre un grafico, il grafico appunto disponibile sul sito ICE.

Puoi verificarli tu stesso registrandoti gratuitamente e accedendo alla sezione per esportare>>>settore>>scheda prodotto>>>CM32 – Prodotti delle altre industrie manifatturiere>>>CB15 – 15201 – Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili. Abbiamo scelto di animare il grafico a bolle (che vedete qui sotto) perché risulta particolarmente complesso e, per alcuni, di difficile comprensione.

grafico a bolle ice calzature

Pensiamo che i dati siano fondamentali, ma se non sono accessibili restano lettera morta. Speriamo di esserci riusciti con questo breve video, quarto di una serie di episodi sui settori più significativi della nostra bilancia commerciale, a rendere più intuitiva la diffusione di questi contenuti.

Ci premeva infatti sperimentare la serialità. Abbiamo progettato questo video tenendo in considerazione la sua natura a episodi. Su una struttura grafica fissa ben ragionata e creata appositamente per questa funzione, nelle prossime settimane andremo ad inserire i dati relativi ad altri settori.


02/07/2015

Video infografica export: Episodio 3 – I vini

Dove va l’export italiano? Dove c’è interesse per prodotti che facciamo, ma le nostre esportazioni non hanno ancora quote rilevanti?

Se hai un’azienda o se ti occupi di export, sicuramente ti interesserà sapere quali sono i Paesi più promettenti in cui orientare i tuoi sforzi; proprio per te abbiamo creato una serie di pillole video, episodi di un racconto più ampio che potrai leggere sui vari report disponibili nei siti specializzati. Il secondo episodio della serie riguardava i gioielli. Eccoci ora al terzo episodio che scandaglia i piaceri della gola e dello spirito: il vino spumante e speciale (nell’accezione che gli dà l’ICE).

Il settore agroalimentare rappresenta una quota importante del nostro export, come spiega il Rapporto Export SACE 2014-2017 / Come è cambiato l’export italiano 2007-201:  Il Made in Italy tradizionale (beni agricoli e di consumo) ha intercettato la domanda dei mercati lontani, esportando prodotti di elevata qualità in grado di rispondere ai gusti dei nuovi consumatori. Vino e gioielli, in particolare, hanno accresciuto la loro rilevanza per il nostro export. Il traino principale è arrivato dai prodotti di punta, pasta e vino in primo luogo , driver del Made in Italy nel mondo, che nel 2012 hanno realizzato esportazioni per oltre 10 miliardi di euro, ma anche dalle conserve (9% del comparto nel 2012), dai prodotti caseari (7,2%), dal caffè (3,3%) […a proposito dei Distretti] il vino del Chianti, che nel 2012 hanno toccato il record storico delle esportazioni. L’export distrettuale del Sud e Isole, pur continuando a pesare poco sul totale dei distretti italiani (6,6%), ha riportato incrementi di quota soprattutto grazie alle conserve di Nocera, alla mozzarella di bufala campana e alla meccanica di Bari”.

SACE dati export 2007-2012 per categorie principaliQualche settimana fa è uscita proprio un’interessante ricerca realizzata da Fondazione Nordest e Cassa di Risparmio del Veneto: Agroindustria in Veneto +76,6% export dal 2007.

“Le imprese agroindustriali del Nord-Est sono riuscite ad adattarsi alla richiesta sempre più frequente di personalizzazione dei prodotti.. hanno utilizzato le tecnologie digitali al servizio di produzione, distribuzione e comunicazione.”

Stefano Micelli direttore scientifico di Fondazione Nord Est che ha condotto la ricerca per conto di Cassa di Risparmio del Veneto, commenta: “Le aziende si sono dimostrate capaci di porsi in sintonia con il cliente finale, rappresentando un esempio per il resto del manifatturiero” e il settore beneficerà sicuramente anche del traino dell’Expo di Milano.


Il nostro lavoro non è offrire consulenze, ma aiutare a leggere le informazioni e i dati disponibili.

Per questo è interessante guardare ai dati e cercare di coglierne le suggestioni, sia su un piano istintivo, potremmo dire imprenditoriale nel senso del vecchio nordest, sia sul piano manageriale.

Per questo progetto abbiamo individuato una fonte ufficiale, i dati forniti dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Sul loro sito sono infatti disponibili i dati dell’export (2009-2013) divisi per codici ATECO. Come vedrai nel video, si tratta di una serie di informazioni  che vanno a ricomporre un grafico, il grafico appunto disponibile sul sito ICE.

Puoi verificarli tu stesso registrandoti gratuitamente e accedendo alla sezione per esportare>>>settore>>scheda prodotto>>>CM32 – Prodotti delle altre industrie manifatturiere>>>CA11 – 11022 – Vino spumante e altri vini speciali. Abbiamo scelto di animare il grafico a bolle (che vedete qui sotto) perché risulta particolarmente complesso e, per alcuni, di difficile comprensione.

Grafico a bolle presente nel sito ICE

Pensiamo che i dati siano fondamentali, ma se non sono accessibili restano lettera morta. Speriamo di esserci riusciti con questo breve video, terzo di una serie di episodi sui settori più significativi della nostra bilancia commerciale, a rendere più intuitiva la diffusione di questi contenuti.

Ci premeva infatti sperimentare la serialità. Abbiamo progettato questo video tenendo in considerazione la sua natura a episodi. Su una struttura grafica fissa ben ragionata e creata appositamente per questa funzione, nelle prossime settimane andremo ad inserire i dati relativi ad altri settori.


04/06/2015

Video infografica export: Episodio 2 – I gioielli

Dove va l’export italiano? Dove c’è interesse per prodotti che facciamo, ma ancora le nostre esportazioni non hanno quote rilevanti? SACE dati export 2007-2012 per categorie principali

Se hai un’azienda o se ti occupi di export, sicuramente ti interesserà sapere quali sono i Paesi più promettenti in cui orientare i tuoi sforzi; proprio per te abbiamo creato una serie di pillole video, episodi di un racconto più ampio che potrai leggere sui vari report disponibili nei siti specializzati. Il primo episodio della serie riguardava i mobili da cucina. Eccoci ora al secondo episodio che scandaglia un mondo affascinante e prezioso, quello dei gioielli.

L’Italia, oltre a distinguersi per design e innovazione, si caratterizza per la sua struttura produttiva a distretti. Il settore orafo, come quello del legno-arredo, ne è un esempio: aree geografiche e produttive come quelle di Vicenza, Valenza Po, Arezzo, Napoli sono fra le più coinvolte nel settore dell’oreficeria quindi è ovvio che le ricadute delle variazioni sull’export siano più rilevanti in questi territori anche per tutto l’indotto che il settore si porta dietro.

Qualche dato sul settore:

  • Nel 2013 il valore del mercato del lusso si aggirava intorno ai 217 miliardi di euro, di cui 13 miliardi rappresentati dai gioielli.
  • L’Italia è al terzo posto come produttore, sul territorio nazionale si contano circa 9.000 imprese.

Il nostro lavoro non è offrire consulenze, ma aiutare a leggere le informazioni e i dati disponibili.

Come ben evidenziato dal già citato rapporto Sace 2014-2017, le esportazioni italiane si stanno orientando progressivamente verso mercati nuovi. La distinzione fra Paesi emergenti e avanzati non è più sufficiente a definire il mercato. “L’Italia della gioielleria, principale produttore ed esportatore europeo (per il 70% della produzione), negli anni più recenti si è dovuta confrontare con l’ascesa di nuovi concorrenti, caratterizzati da disponibilità di materie prime e antica tradizione nella lavorazione (come India, Cina o Thailandia). Il posizionamento nel segmento rimane tuttavia ancora su livelli di eccellenza (in particolare nei nuovi mercati), grazie all’offerta di qualità, spesso associata a marchi riconosciuti. Le nostre esportazioni di gioielli sono aumentate del 129% tra il 2007 e il 2012, trainate dalla domanda di Svizzera (che resta la principale destinazione anche perché sede di hub logistici di importanti brand), Francia, Emirati Arabi Uniti e Cina.”

Per questo è interessante guardare ai dati e cercare di coglierne le suggestioni, sia su un piano istintivo, potremmo dire imprenditoriale nel senso del vecchio nordest, sia sul piano manageriale.

Per questo progetto abbiamo individuato una fonte ufficiale, i dati forniti dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Sul loro sito sono infatti disponibili i dati dell’export (2009-2013) divisi per codici ATECO. Come vedrai nel video, si tratta di una serie di informazioni  che vanno a ricomporre un grafico, il grafico appunto disponibile sul sito ICE.

Puoi verificarli tu stesso registrandoti gratuitamente e accedendo alla sezione per esportare>>>settore>>scheda prodotto>>>CM32 – Prodotti delle altre industrie manifatturiere>>>CM32 – 32121 – Oggetti di gioielleria ed oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi. Abbiamo scelto di animare il grafico a bolle (che vedete qui sotto) perché risulta particolarmente complesso e, per alcuni, di difficile comprensione.

Grafico a bolle presente nel sito ICE

Pensiamo che i dati siano fondamentali, ma se non sono accessibili restano lettera morta. Speriamo di esserci riusciti con questo breve video, primo di una serie di episodi sui settori più significativi della nostra bilancia commerciale, a rendere più intuitiva la diffusione di questi contenuti.

Ci premeva infatti sperimentare la serialità. Abbiamo progettato questo video tenendo in considerazione la sua natura a episodi. Su una struttura grafica fissa ben ragionata e creata appositamente per questa funzione, nelle prossime settimane andremo ad inserire i dati relativi ad altri settori.


07/05/2015

Video infografica export: Episodio 1 – I mobili da cucina

Dove va l’export italiano? Dove c’è interesse per prodotti che facciamo ma ancora le nostre esportazioni non hanno quote rilevanti? SACE dati export 2007-2012 per categorie principali

Se hai un’azienda o se ti occupi di export, sicuramente ti interesserà sapere quali sono i Paesi più promettenti in cui orientare i tuoi sforzi; proprio per te abbiamo creato una serie di pillole video, episodi di un racconto più ampio che potrai leggere sui vari report disponibili nei siti specializzati. Questo qui sotto è il primo, sui mobili da cucina, uno dei settori in cui l’Italia è forte come dimostrano marchi famosi nel mondo come Lago, Valcucine, Poliform e moltissimi altri.

Il nostro lavoro non è offrire consulenze, ma aiutare a leggere le informazioni e i dati disponibili.

Le esportazioni italiane si stanno orientando progressivamente verso mercati nuovi (la crisi ha spinto a coraggiosi sbarchi) e la distinzione fra Paesi emergenti e avanzati non è più sufficiente a definire il mercato. Come racconta bene il rapporto Sace 2014-2017 (pdf scaricabile da questo link), nel periodo 2007-2012 la crisi ha prodotto spostamenti e ne sono derivati cambiamenti rilevanti nei pesi dei diversi gruppi di Paesi, sul totale delle nostre esportazioni. In cinque anni il peso dei nuovi mercati (sia emergenti che in via di sviluppo) è aumentato di 4,2 punti percentuali, a fronte di una riduzione simile (3,9 punti percentuali) per i mercati avanzati.

Per questo è interessante guardare ai dati e cercare di coglierne le suggestioni, sia su un piano istintivo, potremmo dire imprenditoriale nel senso del vecchio nordest, sia sul piano manageriale.

Per questo progetto abbiamo individuato una fonte ufficiale, i dati forniti dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Sul loro sito sono infatti disponibili i dati dell’export divisi per codici ATECO. Come vedrai nel video, si tratta di una serie di informazioni  che vanno a ricomporre un grafico, il grafico appunto disponibile sul sito ICE.

Puoi verificarli tu stesso registrandoti gratuitamente e accedendo alla sezione per esportare>>>settore>>scheda prodotto>>>CM31 – Mobili>>>CM31 – 31020 – Mobili per cucina. Abbiamo scelto di animare il grafico a bolle (che vedete qui sotto) perché risulta particolarmente complesso e, per alcuni, di difficile comprensione.

grafico a bolle di partenza

Pensiamo che i dati siano fondamentali, ma se non sono accessibili restano lettera morta. Speriamo di esserci riusciti con questo breve video, primo di una serie di episodi sui settori più significativi della nostra bilancia commerciale, a rendere più intuitiva la diffusione di questi contenuti.

Ci premeva infatti sperimentare la serialità. Abbiamo progettato questo video tenendo in considerazione la sua natura a episodi. Su una struttura grafica fissa ben ragionata e creata appositamente per questa funzione, nelle prossime settimane andremo ad inserire i dati relativi ad altri settori.


18/03/2015

Infografica, un nuovo linguaggio per spiegare

Noi a linfografico.com usiamo un linguaggio semplice, capace di spiegare cose complicate. O meglio, come in questo caso, cose sulla bocca di tutti ma che sembrano fumose perché nessuno ha capito bene di cosa si parla esattamente. Anche quando si tratta di B2B.

Per questo Sisma si è rivolta a noi :)

La tradizionale comunicazione istituzionale di Sisma tocca un segmento rilevante della clientela aziendale, ma in questo caso era importante arrivare anche ad altre tipologie di possibili clienti.

L’occasione è stata quella della Fiera dell’Oro di Vicenza dove Sisma ha presentato MySint, un macchinario che grazie alla sinterizzazione combinata alle competenze artigiane è in grado di fare grandi cose. Si tratta di un prodotto innovativo, difficile da comunicare senza tecnicismi che possono spaventare.

Partendo da questo presupposto abbiamo deciso di raccontare il processo in cui MySint si integra, un processo che coinvolge designer e artigiani, un processo che consente di riutilizzare il materiale di scarto e che non preclude affatto alla creatività, ma anzi, occupandosi della parte meramente produttiva libera risorse e offre infinite possibilità. Ora si può realizzare quello che prima era irrealizzabile.

infografica che racconta il processo di mysint

Completa lo scenario una lista sintetica dei principali benefici di questa tecnologia. L’abbiamo realizzata immaginando una serie di icone vicine al testo.

Questa infografica è stata affiancata alla brochure istituzionale.

 

Per la fiera abbiamo realizzato anche un banner verticale che presenta il network di MySint.

banner network mysintL’idea era quella di mostrare tutto il mondo, le persone, che girano intorno al nuovo modo di produrre i gioielli.

Il messaggio è arrivato forte e chiaro, per questo Sisma si è rivolta nuovamente a noi per presentarci alla prossima fiera!


18/02/2015

Video infografica di un servizio innovativo

Il brief

Un servizio innovativo è difficile da spiegare, soprattutto se ancora non lo vuoi spiegare! Il brief di Salvatore Arena, vulcanico ideatore di questo nuovo servizio per la connessione mobile senza limiti era in questa direzione. Scopo di Salvatore infatti, in questa fase del progetto, non era tanto promuovere il servizio ma testare l’interesse del pubblico per questa iniziativa.

Il concept

Ci siamo quindi concentrati sul coinvolgere l’utente in un’esperienza frustrante, un’esperienza che capita a tutti quando il traffico dati incluso nell’abbonamento finisce e non ci sono connessioni wifi all’orizzonte. Ecco la scaletta dei contenuti:

  • coinvolgimento dello spettatore, anche sfruttando il senso di sospensione dato da un video interrotto in un momento strategico;
  • ripetizione del concetto, applicandolo stavolta ad app e siti;
  • spiegazione di quanto è successo (hai finito il traffico dati);
  • presentazione di Megabyte Expanding come fautore del cambiamento;
  • caratteristiche del servizio a cui sta lavorando;
  • call to action: ti piace? Iscriviti alla newsletter.

Sviluppati poi nello storyboard.

Un estratto dallo storyboard realizzato

La realizzazione

Lo stile

Versione sfondo blu

Versione sfondo rosso

Versione fondo bianco

Da un punto di vista grafico abbiamo deciso di utilizzare un font che echeggiasse l’idea di tecnologia, con quell’aspetto che richiama il digit informatico. Pochi colori, sfondo bianco, linee marcate, pulizia. L’iniziativa doveva apparire solida, seria, convincente. La musica scelta doveva coinvolgere in un ritmo serrato e ispirare la condivisione e la partecipazione.

A questo punto abbiamo realizzato uno storyboard animato per verificare i tempi e l’abbinamento con la musica.

Il footage

Altro elemento fondamentale è stata la scelta del video introduttivo da bloccare. Dopo un’accurata ricerca, la scelta si è ristretta a tematiche quali momento adrenalinico, animali che fanno cose strane, ragazze e sport. Abbiamo infine individuato questo video accattivante per un pubblico giovane di ambo i sessi, probabilmente il più colpito dalla carenza di traffico dati.


22/01/2015

Infografiche in Pillole

Foto dell'intervento di un relatore

Pillole di futuro è una manifestazione itinerante che racconta, o meglio fa raccontare ai diretti interessati, storie legate al contemporaneo.

Venerdì scorso l’evento organizzato da Marketing Arena e da studio IDA si è svolto a Verona, presso The Fab. Il tema non giustificava assenze 😉 e quindi ecco un piccolo reportage su Punti di vista sulla data visualization.

Interessante il panel dei relatori che spaziava da esperti di OpenData, a neolaureati con progetti di ricerca molto particolari, a creativi puri, markettari e altro ancora.

evento-pillole-verona1

Le presentazioni individuali sono diventate momento di stimolo e confronto fra tutti gli attori coinvolti nella visualizzazione dei dati:

  • chi li raccoglie,
  • chi li visualizza,
  • chi li interpreta,
  • chi li usa,
  • editoria (digitale o cartacea),
  • le aziende.

Ognuno portatore di un’istanza differente, le infografiche hanno preso la forma di un organismo polimorfo e vivo, capace di adattarsi alle esigenze più disparate, attraverso un cambio di pelle che passa dalle infografiche create con il codice (programmazione software) al mondo della creatività più puro.

Per citarne alcuni, coordinati e introdotti da Stefano Schiavo, Giorgio Soffiato e Laura Bortoloni, si sono susseguiti iperspecializzati come la biologa Claudia Flandoli che ha creato un software per la visualizzazione delle proteine, creativi come Giacomo Covacich (studio Bruno) che realizza veri e propri articoli girnalistici in forma visiva, consulenti come Enrico Pavan che produce dati e vorrebbe infografiche capaci di far emergere il valore del suo intervento, esperti di tecnologia come Gabriele Venier (Visup) che crea sistemi di visualizzazione interattivi.

Come avrete capito, ce n’era per tutti i gusti! E non ho citato il vulcanico psicologo comportamentale Domenico Polimeno...

Fra le domande nell’aria: prima la grafica o la chiarezza? Cos’è un’infografica? Come si misura la sua efficacia?

Posso parlare di quello che facciamo noi: realizziamo infografiche che rendono più accessibili le informazioni. La chiarezza viene prima del design perché pensiamo che il vero valore per il cliente stia nella comunicazione dei suoi contenuti. Ciò non significa che trascuriamo la parte grafica, ma solo che partiamo dai contenuti  (tipo, quantità, qualità…)  per creare una metafora o altra forma di visualizzione accattivante e di impatto. Per noi efficacia è far arrivare il messaggio nel modo più diretto e semplice possibile.

Semplificare rendendo belle le informazioni, questa mi pare una buona sintesi di quello che cerchiamo di fare. Forse lo facciamo un po’ tutti, ognuno a suo modo, ognuno per clienti con esigenze sempre diverse.

Tornando all’evento, bella anche la possibilità di fare networking, di parlare con i relatori e di intrattenersi con il pubblico sorseggiando ottima birra artigianale e un panino, in un’atmosfera di rilassata socialità. Non perdetevi le prossime tappe!